Se sei qua non è per caso.

Ci sono delle ragioni, dei motivi che ti hanno portato fin qui.

Qualunque essi siano, che nascano dal desiderio di migliorare o semplicemente di stare bene, di esplorare un nuovo percorso, o di avere sollievo da un disagio che ti accompagna da sempre, mi auguro che tu possa trovare un luogo dove fermarti un attimo, dove poter esplorare con curiosità e apertura e riscoprire la semplicità delle piccole cose, imparando a fare pace col cibo, col tuo corpo, con te, proprio così come sei in questo momento.

Voglio darti il benvenuto con le parole di una ragazza al termine di un percorso di Mindful Eating: “…un senso di leggerezza, di calma, la sensazione di essere ‘arrivata’ in un luogo di quiete dove poter finalmente mollare, rilassarmi e godere di ogni piccola cosa, di ogni singolo istante, con una gentilezza nuova verso me stessa,
che avevo dimenticato e mi scalda dentro…”.

Che anche tu possa trovare in questa pratica un luogo dove poter riposare
e gioire della tua vita in tutta la sua ricchezza.


Ogni cosa a cui ci dedichiamo con cura e pazienza si aprirà a noi. Una volta che siamo capaci di applicare il potere di una mente concentrata e attenta, ogni cosa, potenzialmente tutto, ci rivelerà il proprio vero cuore.
 E’ questa connessione cuore-a-cuore con noi stessi, con le persone che amiamo, e col mondo stesso, ciò di cui ognuno di noi ha così intensa nostalgia. E può essere trovata in un atto così semplice come mangiare un pezzo di pane. Tutto ciò che occorre è un po’ di coraggio e la buona volontà di iniziare la più piacevole di tutte le avventure, il viaggio del guardare, annusare, assaggiare…e sentire”.

Jan Chozen Bays

Percorsi

Fare pace col cibo

1

Giornate

2d

Laboratori

3

Individuali

5

TESTIMONIANZE

Mi rassicura sapere che gli atomi che formano le mie molecole non sono esclusivamente miei, ma una eredità dell’umanità, del nostro intero pianeta, e che in futuro si troveranno sparsi in chissà quale pianta, animale o essere umano.

Amo l’idea che gli atomi del mio viso fossero un pezzo di cielo, o che le particelle delle mie gambe appartenessero ad una farfalla.

Vorrei che nel cuore ci fosse almeno qualche atomo di tulipano, e nel sangue acqua di mare.

Chissà, poi se qualche foglia colorata d’autunno è dentro di me, o se sono parte di un fiore di pesco.

Siamo un tutt’uno.. Siamo ovunque e lo saremo per sempre.

Tiziana

…Vi è mai capitato di fare un viaggio in Sardegna?

Avete presente l’intensità del calore di un raggio di sole sul viso appena atterrati? Il profumo di macchia mediterranea che pervade l’anima e riempie il cuore? Il sapore genuino del mirto prodotto con amore? L’azzurro dell’acqua, cosi acceso da annullare il confine con il cielo? Il suono dei gabbiani che volano sugli scogli al tramonto?

Non è altro che libertà, armonia, pace.

Percepire in un istante la vita, lo stupore di essa e l’infinita bellezza dell’essere.

Sentire. Sentire sulla pelle, negli occhi, nella bocca, nelle orecchie, nel respiro, riscoprendo sensi che non “ci appartengono”: tanto silenziosi nella quotidianità, quanto melodici nel fermarsi dei minuti che scorrono impetuosi.

Cullare energia e abbandonarsi alla leggerezza di Essere ed Esserci.

Godere dell’essenza, del privilegio del tempo, della cura dell’animo, del cuore, di ogni cellula, molecola, atomo del nostro corpo, del nostro tempio.

…La mindful eating è la “Sardegna dell’Anima”: un dolcissimo viaggio alla riscoperta del Sè.

Elena

Da poco tempo mi sono avvicinata alla mindfulness, per cui la considero ancora un mondo da scoprire e di cui apprezzarne appieno gli effetti. La giornata “Mangiare consapevole” è stata una esperienza piacevole e istruttiva che ha sollecitato in me il desiderio di imparare e scoprire di più al riguardo. Essere “l’investigatore” di me stessa e del mio quotidiano è impegnativo, ma credo che pian piano porti a delle scoperte importanti. Considero quindi la giornata come un primo passo verso una consapevolezza piena di me, delle mie sensazioni, delle mie emozioni e dei miei sentimenti.

Stefania

Ho apprezzato soprattutto il fatto che non ci fosse nessun tipo di giudizio, ma solo ascolto e comprensione da parte delle altre componenti del gruppo, con le quali si è instaurato un bellissimo rapporto di affetto e stima reciproca.
Mi è piaciuto come questo corso fin da subito non abbia avuto la pretesa di insegnarci un metodo “miracoloso” per risolvere le nostre difficoltà, ma come una guida, un aiuto per affrontare il problema con consapevolezza e serenità.
Mi mancherà la costante presenza di Alessandra, che ci guidava nel cammino con gentilezza, calma e saggezza.

Elena

Tutte le piccole strategie che abbiamo condiviso e sperimentato durante il corso hanno portato grande beneficio nella mia quotidianità e nel mio rapporto con il  cibo e  il mangiare: gustare pienamente il cibo con tutti i sensi, verificare il livello di fame e di soddisfazione e come questi cambiano mentre vado avanti a mangiare, lasciare il cibo nel piatto senza sentire il bisogno di finire tutto, poter scegliere.

Antonella

Ho imparato che posso accogliermi così come sono, imperfetta. Che non posso cambiare le emozioni legate al passato, ma posso decidere di vivere nel presente e scegliere un’alternativa. Che non è necessario essere buona/brava per essere amata.

Fare Pace col Cibo significa non essere più in lotta con il cibo, viverlo con la consapevolezza che il “cibo è solo cibo”. Poter scegliere cosa mangiare liberamente, istintivamente e gustarlo con leggerezza.

Non divorare il pasto in modalità “prima faccio, prima mi tolgo il pensiero”, ma viverlo nel qui ed ora.

Ho trovato utile imparare a mettere uno spazio tra l’impulso e l’azione di mangiare: fermarsi, respirare, ascoltarsi, verificare l’emozione e NON GIUDICARSI; e se non sempre ci riesco già il rendermene conto è positivo. 

Lorenza

Fare pace col cibo me significa mangiare senza poi sentirmi in colpa; mangiare con gusto e per fame, ascoltando il mio senso di sazietà e anche riconoscendo i diversi tipi di fame. Volermi bene e fidarmi del mio corpo e della mia saggezza interiore.

Durante il corso ho apprezzato la “leggerezza” con cui sono stati trattati gli argomenti, il non giudizio, l’ascolto, i consigli dati attraverso letture, spunti e meditazioni.

Elena

Fare pace col cibo significa liberare il cibo da tutti i significati che niente hanno a che fare con il cibo. Come abbiamo ripetuto molte volte durante il corso, il cibo è solo cibo, non è nient’altro. Non è amore, anche se è fatto con amore, non è “legame” anche quando si mangia tutti insieme, non è il “cordone ombelicale” che ti tiene unito alla famiglia. Il cibo è solo cibo. Può essere lasciato nel piatto, può essere mangiato finché si ha fame.

Oltre agli esercizi durante gli incontri e ai “compiti per casa”, che ritengo siano stati fondamentali per questo percorso, ho ritenuto molto utile la condivisione delle esperienze di ciascuna di noi. Dai racconti delle altre, mi sono resa conto di quante cose siano comuni nel rapporto con il cibo.

Beatrice

Fare pace col cibo significa da una parte esaltare il cibo: sperimentarlo con tutti i sensi, provare gratitudine per averlo, ripercorrere la sua storia, trarne godimento. Dall’altra parte però significa ridimensionare il cibo: farlo essere solo cibo, il nostro nutrimento, levandogli tutte quei significati o quelle colpe che spesso gli attribuiamo. A stare con ciò che emerge, accoglierlo, senza dover necessariamente provvedere a modificarlo o risolverlo. Andare oltre. C’è altro oltre al cibo. C’è la vita. La vita assaporare, da gustare, con i suoi mille sapori…e da cui, forse, lasciarsi un po’ imboccare.

E’ stato importante nel corso sperimentare direttamente con il cibo. Ogni esercizio che abbiamo svolto concretamente con il cibo è stato per me utilissimo.

Maria

E’ stato importante sentire di essere ascoltata, acquisire strumenti semplici ma utilissimi nella gestione del cibo in relazione alle emozioni (le meditazioni brevi,  il rimando al rallentare e al respiro), vedere le esperienze e i cambiamenti degli altri nel corso dei vari incontri. Ho imparato che sono forte ma anche immensamente fragile, ho dettagliato alcune mappe di riferimento, ho realizzato che quando le persone sono generose nel condividere con gli altri parti di sé, l’ansia se ne va lasciando il posto alla tenerezza e che se la voce critica passa dal cuore diventa più gentile e procedo meglio.

Chiara

Fare pace con il cibo significa dargli il suo giusto valore e il suo corretto significato. Il cibo non è il riflesso del nostro dolore, il capro espiatorio di colpe immaginarie, non è esso stesso colpa; il cibo è nutrimento e ci mantiene in vita. Dargli la giusta importanza ed apprezzarlo per quello che è significa, quindi, accettare ed apprezzare la vita nella sua totalità. Ho apprezzato soprattutto il fatto che non ci fosse nessun tipo di giudizio, ma solo ascolto e comprensione da parte delle altre componenti del gruppo, con le quali si è instaurato un bellissimo rapporto di affetto e stima reciproca. Mi è piaciuto come questo corso fin da subito non abbia avuto la pretesa di insegnarci un metodo “miracoloso” per risolvere le nostre difficoltà, ma come una guida, un aiuto per affrontare il problema con consapevolezza e serenità. Mi mancherà la costante presenza di Alessandra, che ci guidava nel cammino con gentilezza, calma e saggezza.

Ho imparato che il “tutto e subito” non esiste e che il percorso che può portarmi verso la guarigione posso farlo solo io. Non c’è nessuna bacchetta magica che possa far sparire la sofferenza, ma allo stesso tempo devo concedere agli altri di entrare nella mia gabbia e capire le ragioni del mio comportamento.

L’ ironia e l’ autoironia non sono la soluzione, anzi: a lungo andare possono essere più dannose delle offese dirette.

Elena

Alessandra

Sono da molti anni insegnante di Mindfulness e protocolli MBSR Mindfulness Based Stress Reduction di Jon Kabat-Zinn, formata e certificata con il CFM Center for Mindfulness, USA (UMass CFM Certified MBSR Teacher) .

Qualche anno dopo aver iniziato ad insegnare Mindfulness ho conosciuto l’approccio del Mindful Eating che ho trovato, da subito, completamente diverso da tutto ciò che conoscevo in ambito nutrizione, salute, rapporto col cibo: così sono diventata la prima insegnante italiana di protocolli ME-CL Mindful Eating Conscious Living, di Jan Chozen Bays e Char Wilkins, USA, con le quali mi sono formata in Belgio.

Fare pace col cibo